L’acqua è il fluido termovettore più utilizzato negli impianti a medio-basse temperature. Le sue caratteristiche chimico-fisiche gli consentono di poter essere impiegata in innumerevoli contesti. Con l’aggiunta di additivi chimici l’acqua è in grado di essere mantenuta liquida anche sotto il suo punto di congelamento. Questo la rende un fluido utilizzabile anche negli impianti di raffreddamento.
L’acqua fino a 110°C è di fatto il fluido termovettore più utilizzato e dunque è possibile sfruttarne la sua applicazione in innumerevoli casi.
Per realizzare gli impianti per acqua si possono utilizzare i componenti presenti sul mercato riuscendo a ridurre i costi impiantistici e di manutenzione.
Quando è necessario riscaldare l’acqua a temperature superiori a 110°C si parla di acqua surriscaldata. Per mantenere l’acqua allo stato liquido a queste temperature è necessario mantenerla ad una pressione superiore a quella di equilibrio (temperatura di ebollizione).
Per questo motivo gli impianti ad acqua surriscaldata sono soggetti agli stessi vincoli degli impianti a vapore. Di fatto un impianto ad acqua surriscaldata deve assicurare le stesse garanzie di sicurezza di un impianto a vapore. Di conseguenza l’acqua surriscaldata difficilmente viene utilizzata a temperature oltre i 220°C.
Con una pressione di progetto di 25 bar è possibile utilizzare l’acqua fino a 220°C.
Potendo utilizzare componentistica standard è possibile contenere i costi degli impianti e della loro manutenzione.
Ecco alcuni esempi della nostra offerta di soluzioni che utilizzano l'acqua.